Perché sostenere una startup? Quali sviluppi aziendali aspettarsi?

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Hai mai sentito parlare di startup?

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di aziende in fase di startup. Di solito sono aziende giovani che, per farsi conoscere, hanno bisogno di politiche e strategie aziendali utili alla loro crescita. Le aziende neonate hanno anche bisogno di fondi per crescere. Ma questo è un discorso che riprendiamo più avanti.

Quali sono i rischi maggiori che corre una start up?

Bisogna essere sinceri. Non sono molte le aziende neonate ad avere futuro. Molte finiscono nel dimenticatoio ancora prima di iniziare a generare fatturati. Altre piccole attività in fase di startup vivono in bilico tra una stabilità che genera profitti ed una depressione economica che porta al fallimento. Solo alcune startup diventano aziende vere e proprie con fatturati, personale assunto e quant’altro.

Quali sono i rischi che corrono le startup?

Il rischio peggiore per un’azienda che si lancia nel mercato globale è la mancanza di fondi. Le banche hanno chiuso la sorgente! In Italia, in particolare, anche se il progetto di start up è valido e supportato da un ottimo Know How, non verranno mai predisposti da parte delle banche fondi o finanziamenti a giovani aziende che possono rappresentare il futuro della nostra nazione.

A cosa servono i fondi? Ma non si parla sempre di auto sostenibilità?

Se è pur vero che una startup non può prescindere dall’auto sostenibilità poiché proprio su di essa si reggerà in piedi nel corso degli anni, dall’altra parte, dobbiamo dire che i soldi servono. La liquidità è fondamentale per l’acquisto di nuove attrezzature, per il marketing ( se nessuno riconosce il brand  le vendite saranno pari a 0) e per assumere nuovo personale quindi per lo sviluppo. Con questo non voglio dire che tutti i rischi sono assimilabili a quanto detto in precedenza e soprattutto che, come dicono gli operatori economici, il rischio di impresa non dovrebbe esistere. Il rischio c’è e la maggior parte degli imprenditori lo sa. Ma il problema si pone quando si hanno idee innovative che possono generare lavoro e non si hanno fondi da rischiare.

Pensi che sia giusto non aprire un’attività se non hai capitale?

Secondo me no. Lo dico solo perché abbiamo visto che nella storia recente  molte aziende sono nate da 0, solo dalle idee, basti pensare ad Apple.

Il quadro socio economico italiano è desolante. Aziende di ogni categoria faticano a reggere i costi burocratici ed i costi vivi, anche se i loro prodotti o servizi rispettano degli standard elevatissimi. Penso a due categorie di start up. Secondo me le più a rischio in Italia. Sto parlando  dell’artigianato e del digitale.

Gli artigiani sono degli eroi! Sul territorio italiano troviamo centinaia di attività con prodotti validissimi ed innovativi realizzati con la manifattura artigianale che ci contraddistingue nel mondo. Ma per scarsità di fondi non riescono ad acquistare apparecchiature utili ai fini della produzione o assumere nuovo personale per produrre di più.

Il digitale invece è un tabù assoluto. Il panorama web è un deserto assoluto nel quale spunta ogni tanto qualche oasi. Purtroppo la maggior parte sono chimere. Qualche azienda ce l’ha fatta ed adesso assume personale sviluppando ottimi fatturati. Ma come hanno fatto? Solo autosostenibilità? Certo che no. Senza fondi un brand nemmeno ha l’opportunità di farsi conoscere! Figuriamoci se può assumere.

Più semplicemente alcune startup possono contare su contributi, più o meno ingenti, da parte di grandi società, di Venture Capital o di Business Angel. Società che, con iniezioni di denaro, permettono la crescita di una startup diventandone parte integrante se le cose funzionano a dovere.

Un’altra modalità con cui una startup può avere a disposizione dei fondi è il microcredito. Lo Stato italiano supporta le piccole realtà finanziando giovani realtà imprenditoriali con piccole cifre (fino a 5000€.) Esse sono restituibili ad un tasso agevolato. Spesso però il microcredito non basta. Sicuramente è molto utile per le imprese artigiane.

Cos’ è il crowdfunding?

In ultima analisi voglio invece parlare del fenomeno del momento, il crowdfunding. In questo caso sono le persone comuni o piccoli investitori a collaborare con piccole cifre alla riuscita di una startup. Si tratta di una raccolta fondi che può avere dei risvolti sorprendenti. L’aspetto sociale intrinseco è la cosa più interessante del crowdfunding. Con la liquidità le aziende possono crescere, svilupparsi ed alla fine assumere nuovo personale. Assumendo nuovo personale i soldi ritornano sotto mentite spoglie alla società (intesa come popolo) sottoforma di lavoro. L’obiettivo di tutte le aziende è la crescita e per crescere c’è il necessario bisogno di risorse umane in gamba e di fondi.

Se anche tu vuoi sostenere una start up, grazie al crowdfunding, potrai farlo cliccando sul seguente link  oppure visitando il sito http://ww.eppela.com

Ricorda che aiutando una delle imprese presenti su Eppela stai aiutando tuo figlio, tuo fratello o un tuo parente che cerca lavoro. Se collaboriamo tutti insieme possiamo creare un futuro migliore a dispetto di tutte le difficoltà!

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